"I ragazzi ci molestano": studentesse dell'Artistico in piazza a Padova

di Silvia Quaranta

Protesta contro la nuova sede provvisoria assegnata al Selvatico: atti di bullismo dei coetanei degli istituti vicini

Cyberbullismo, la proposta è legge. Ecco cosa prevede

PADOVA. “Trombette da circo” al posto della campanella, nessuna fotocopiatrice, nessun telefono, nessun apparecchio multimediale, spazi inadatti a ospitare i laboratori e addirittura atti di bullismo da parte degli studenti degli istituti vicini. Gli studenti del Liceo Selvatico annunciano l’occupazione, denunciando nelle nuove succursali una situazione ancora peggiore di quella che dovevano affrontare nella sede storica, da cui sono stati allontanati per motivi di sicurezza.

#nonstiamozitti, Telefono Azzurro contro il bullismo: testimonial anche Totti e Zanardi



L’edificio di largo Meneghetti, che porta la firma di Giuseppe Jappelli, è stato chiuso in attesa di ristrutturazione, e nel frattempo gli studenti sono stati spostati tra la succursale di via Belzoni e l’ex centro Bentsik di via Manzoni. Un trasloco annunciato, che tuttavia ha incontrato la ferma opposizione di docenti e studenti, principalmente perché a fronte della soluzione “tampone” non sono ancora stati trovati i fondi (quattro milioni e mezzo di euro) per intervenire sulla sede storica. E in più, nelle nuove sedi i problemi non mancano: non solo quelli più ovvi e relativi, come già anticipato dai professori, l’inadeguatezza degli spazi. Ma anche una serie di mancanze che, in una scuola padovana, non ci si aspetterebbe: «Nella sede di via Manzoni» scrivono gli allievi, «dobbiamo subire numerosi disagi: non c’è telefono e i bidelli si sono dovuti arrangiare con i loro cellulari; non c’è campanella e viene utilizzata una trombetta da circo; lavagne indecenti, ricreazioni durante cui dobbiamo subire epiteti a sfondo sessuale, violazione della privacy attraverso video e molestie, con sputi e bottiglie lanciate dai piani superiori». Una situazione insopportabile, contro cui gli studenti, per lo più studentesse, hanno deciso di reagire occupando la sede di via Belzoni.

Quando la rete diventa un incubo: le storie delle vittime di cyberbullismo



«L’occupazione» spiega Ilaria, «durerà finché non arriveranno notizie certe sulla ristrutturazione: ci è stato detto che da quest’anno non avremmo più potuto far lezione nella sede di largo Meneghetti, ma le strutture in cui siamo stati spostati sono inadeguate. Vogliamo risposte certe sulla doverosa ristrutturazione del Selvatico, ma la Provincia non ci ha ancora fatto sapere niente. Abbiamo deciso di occupare in segno di protesta: se ci cacceranno da scuola, ci trasferiremo davanti alla sede di largo Meneghetti e domani torneremo a occupare via Belzoni». «Come Rete degli Studenti Medi» aggiunge Marina Rampin, coordinatrice provinciale «appoggiamo la causa dei ragazzi del Selvatico. Il 13 ottobre, in occasione del corteo l’edilizia scolastica sarà uno dei principali argomenti di discussione».