Elvis Seferovic, padre del nomade arrestato: «Si sono accaniti su un ragazzo ubriaco»

"Ma l’avete visto il video? C’è mio figlio a terra e intorno ci sono quattro persone che lo pestano a sangue. E qual è il risultato? Che arrestano mio figlio"

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«Ma l’avete visto il video? C’è mio figlio a terra e intorno ci sono quattro persone che lo pestano a sangue. E qual è il risultato? Che arrestano mio figlio. Quello che succede a Roma non è colpa nostra. Qui siamo in Veneto e noi viviamo qui da 20 anni».

Elvis Seferovic (in foto), capofamiglia dell’ex campo di via Bassette, padre di undici figli, ha trascorso il sabato sera davanti alla Questura in attesa di sapere le sorti di suo figlio Mercedes. Dice di essere vittima, ancora una volta, della discriminazione. «Come si può picchiare in quel mondo un ragazzo ubriaco che non si regge in piedi? E soprattutto, come mai era ubriaco in quel modo? Chi gli ha dato da bere fino a quell’ora? Non mi stupirei se fosse stato proprio il gestore del locale».

Tuttavia, un conto sono le opinioni, chiaramente di parte, un altro le indagini. E quelle individuano responsabilità precise in un gesto grave come quello di scagliarsi con il furgone contro la folla. «Cosa dovrei dire del fatto che i vigili qualche mese fa hanno picchiato mio figlio di 14 anni?». Seferovic è un fiume in piena. «L’hanno chiuso un caserma e malmenato. Ho i referti medici e ho fatto denuncia ai carabinieri».