Fulminato da un malore davanti agli amici

di Gianni Biasetto

Il dottor Massimo Tresoldi, 54 anni, s’è accasciato senza un lamento subito dopo una pedalata in comitiva sui Colli

TORREGLIA. Un malore fatale, forse un infarto fulminante appena sceso dal sellino della bicicletta dopo un giro sulle strade dei Colli Euganei in compagnia della comitiva di amici padovani con cui condivideva le sue pedalate domenicali.

È morto sotto i loro occhi, ieri intorno alle 13.10, Massimo Tresoldi, 54 anni, stimato ginecologo padovano in servizio da 22 anni al reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale “Pietro Cosma” di Camposampiero, dov’era fra l’altro responsabile dell’unità semplice Gravidanza Alto Rischio.

Il dramma. È successo in via Liviana, all’altezza del civico 4, nella frazione di Luvigliano di Torreglia, in prossimità della trattoria Da Lorenzo dove il gruppetto di appassionati del pedale, intorno alle 10 del mattino, aveva lasciato parcheggiate le auto per avventurarsi in bicicletta sulle strade dei colli. Tresoldi era appena sceso di sella, aveva appoggiato la bicicletta a una siepe e si accingeva a caricarla sull’auto per rientrare a casa per pranzare. Si stava cambiando la tuta, bagnata di sudore, quando si è improvvisamente accasciato a terra senza un lamento, sotto gli occhi degli amici.

Il luogo dove il medico è crollato


I soccorsi. Quando è arrivata a sirene spiegate in via Liviana l’ambulanza del 118 dalla Casa di cura di Abano Terme, il cicloamatore era già deceduto. Vani, purtroppo, sono risultati i tentativi dei sanitari di rianimarlo. Sul posto è intervenuta anche una pattuglia dei carabinieri della stazione di Bresseo. Accertate da parte del medico legale le cause del decesso, la salma del ginecologo, intorno alle 14 è stata riconsegnata direttamente ai familiari.

La famiglia. Massimo Tresoldi abitava in città, in via Romagnoli nel quartiere Santa Rita. Il ginecologo lascia nel dolore la moglie Luisa Toniolo, un figlio sedicenne che frequenta le scuole superiori nel capoluogo e l’anziana mamma.

Appassionato di sport. Tresoldi era uno sportivo a tutto tondo. Oltre al ciclismo, che praticava praticamente tutto l’anno con una predilezione particolare per gli itinerari sugli Euganei, il medico d’inverno coltivava la passione per lo sci e d’estate quella per il trekking sui sentieri di montagna. Per essere comodo alle piste di sci, si era preso un appartamentino a San Vito di Cadore (Bl) dove, nella stagione invernale, compatibilmente con i suoi impegni di lavoro a Camposampiero, passava con la famiglia quasi tutti i fine settimana.

Gli amici. I bikers che ieri mattina erano con lui e lo hanno visto morire sono sconvolti, tutti parlano di una persona speciale, amante della vita e della professione che esercitava da più di un ventennio. Prima di specializzarsi in ostetricia e ginecologia, nel 1988 aveva conseguito la laurea in medicina all’Università di Padova con il massimo dei voti.

Il ricordo. «Ha fatto nascere entrambi i miei figli, di Massimo io e mio marito avevamo una stima e una fiducia immensa», afferma commossa una delle sue tante pazienti.

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