Cecilia, gli 8” di gloria senza fine

Basket. L’azzurra Zandalasini vince il titolo Wnba con le Minnesota Lynx

MINNEAPOLIS. Otto secondi di gloria che l’hanno fatta entrare nella storia. È l’incredibile avventura, o meglio l’attimo fuggente, vissuta da Cecilia Zandalasini, la 21enne cestista del Minnesota Lynx che ha conquistato l’anello Wnba dopo aver battuto in gara-5 delle Finals le Los Angeles Sparks 85-76, aggiudicandosi così l’anello. L’azzurra è stata in campo soltanto per 8” , terza presenza nelle finals e quinta in tutta la stagione, ma tanto è bastato per farla diventare la seconda italiana, vent’anni dopo Catarina Pollini (nel ’97 con Houston Comets), a fregiarsi dell’anello. «Ho giocato otto secondi, così però mi sono potuta togliere la tuta e ora il bagno di champagne me lo sono fatta in divisa... Abbiamo l’anello della Wnba, che figata!» le parole della 21enne di Broni arrivata a Minneapolis ad agosto «ringrazio tutti per questa opportunità, tornerò presto in Italia, con un bagaglio molto ricco».

«Ti aspettiamo per festeggiarti e per affrontare insieme nuove sfide», le ha mandato a dire il presidente della Federbasket, Gianni Petrucci celebrando la neocampionessa, «non c’è solo l’orgoglio e la soddisfazione per il prestigioso percorso compiuto da Cecilia con dedizione e serietà in così poco tempo» ha aggiunto il n. 1 della Fip «ma c’è anche la certezza che Cecilia abbia meritato questa occasione e che soprattutto saprà utilizzare, con umiltà ed intelligenza, quanto imparato in questa fondamentale esperienza mettendolo al servizio del club e della Nazionale» .

L’attimo fuggente della Zandalasini che ha messo solo lo zampino nel trionfo americano, non è un unicum nella storia dello sport che ha celebrato altri campioni, senza mai essere stati protagonisti in campo. Il più famoso di tutti resta Franco Selvaggi, campione del mondo ’82 dove non giocò neppure un minuto. Come lui anche Peruzzi e Amelia, i portieri-scudieri di Gigi Buffon al Mondiale del 2006, dove non giocarono neppure 1’.

Andò un pochino meglio a Massimo Oddo: per lui appena 23’nel quarto di finale contro l’Ucraina. Nella festa tedesca, l’azzurro si distinse soprattutto per una cosa, il taglio dei capelli ai compagni dopo la vittoria.