Italia con la mente già agli spareggi

di Alessandro Bernini

Vincere stasera può regalarci un rivale più abbordabile Ventura: «Il modulo? Contano voglia ed entusiasmo»

Chiudiamo il conto e non se ne parla più. Stasera l’Italia metterà in tasca il pass per i play-off: ci possiamo anche sbilanciare visto che solo una combinazione fuori dal mondo (Italia sconfitta dalla Macedonia e Albania che vince in Spagna) potrebbe tenere vivo il discorso in vista di Albania-Italia dell’ultima giornata. No, non è proprio ipotizzabile.

Piuttosto è bene pensare a questo benedetto “ranking Uefa” che negli ultimi tempi ci ha giocato scherzetti non troppo graditi. Oggi, in vista dei play-off, sarebbero teste di serie Portogallo (1.267 punti), Italia (1.059), Svezia (933), Islanda (927). Il meccanismo dei punti è abbastanza contorto, comunque rendiamoci la vita facile battendo la Macedonia. Anche perché è bene non gettare nel cestino questo privilegio di essere testa di serie.

D’altronde il terreno inizia a scottare sotto i piedi. Evocare concetti come “tragedia” e “apocalisse” non è che calmi le acque. Dipende dai casi. Certe volte la pressione ti carica, ma occhio perché certe volte ti stritola. Tant’è che ieri, nella conferenza stampa pre-match, al ct Gian Piero Ventura è caduta in testa anche la peggiore delle domande: «In caso di sconfitta contro la Macedonia potrebbe pensare di dare le dimissioni?».

La risposta è stata secca, con quell’espressione un po’ sorpresa, che conosciamo bene: «Siamo già a giocare i play-off, forse qualcuno non lo sa, ma è così...». E di certo Ventura non è tipo da fare passi indietro. Piuttosto il presidente Carlo Tavecchio, ma non lui.

Intanto, stasera all’Olimpico di Torino (ore 20,45, già venduti 21mila biglietti), il ct dovrà rinunciare a quattro pedine non da poco: Belotti, De Rossi, Pellegrini e Verratti. Dunque tre titolari sicuri. Fosse stato un avversario di altro spessore, magari c’era da preoccuparsi. Il ct comunque accantona per un attimo il suo amato 4-2-4 che tanti disastri ha fatto in Spagna, e si affida al 3-4-3, sempre modulo offensivo ma che comunque garantisce un briciolo in più di sostanza in mezzo al campo, soprattutto se i due esterni sono quasi dei terzini. La formazione? In difesa si torna a sintonizzarsi sulla Bbc, nella speranza che Barzagli, Bonucci e Chiellini siano un po’ più robusti di quelli visti di recente in campionato. Centrocampo a quattro con Zappacosta e Darmian esterni, e l’inedita coppia Parolo-Gagliardini, nel mezzo. In attacco punta centrale Immobile, con il quasi deb Simone Verdi a destra e Insigne a sinistra.

Comunque il ct ieri ha svicolato dai commenti sul modulo. «Formazione e modulo? Al di là di quello a me interessa la voglia, l’entusiasmo. Qualità che ho sempre ricevuto fino a oggi da parte di tutti i giocatori. Questo è un gruppo importante dal punto di vista tecnico, ma anche del carattere».

L’obiettivo, secondo Ventura, è fare adesso almeno altri due punti. «Abbiamo fatto già 18 punti, ma ne dobbiamo fare altri, almeno due per avere una buona posizione nei play-off. C’è sempre l’obbligo di vincere anche in amichevole». Negli occhi c’è ancora la sfida d’andata. Rischiò di diventare una Caporetto, ci salvammo per il rotto della cuffia portando a casa un 3-2 quasi miracoloso. Naturalmente sarà sempre Nesterovski (quattro gol fino oggi nelle qualificazioni) l’uomo da tener d’occhio, insieme con quel Goran Pandev (eroe del Triplete interista 2010) che con la nazionale riesce sempre a esaltarsi.

Cerchiamo insomma di incassare tre punti senza soffrire, poi il match contro l’Albania diventerà una prova generale in vista dello spareggio. «Play-off? Non mi aspetto nulla in particolare – ha detto Ventura – saranno gare da vincere, tutto qua. Sapevamo che saremmo potuti arrivare a questo punto. Non c’è disperazione, ma consapevolezza. Condizione fisica? Nettamente migliore rispetto a settembre, lo sapevamo già e sappiamo che a novembre staremo ancora meglio».

Ottimismo che ha cercato di trasmettere anche Chiellini: «I play-off li affronteremo con grande fiducia. Le critiche a questa nazionale sono arrivate dopo la sconfitta contro la Spagna, ma forse ci siamo dimenticati che loro sono fra le più grandi realtà del calcio moderno».

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